Regime dei minimi: cosa cambia

"Le novità della manovra 2011 sul regime dei contribuenti minimi"

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Un'autentica rivoluzione attende le migliaia di contribuenti che, dal 2008 ad oggi, hanno deciso di avvalersi del regime dei contribuenti minimi, il cosidetto "forfettone" varato dall'ultima finanziaria del governo Prodi che consentiva ai titolari di partita iva di liquidare tutte le imposte con un'unica aliquota, omnicomprensiva, del 20%.

Dopo appena 3 anni, il regime dei contribuenti minimi va in soffitta: secondo l'art.27, titolo II del Decreto legge n.98 / 6 luglio 2011, verrà introdotto un nuovo regime ancor piu agevolato ma appannaggio di pochi contribuenti. Vediamo nel dettaglio l'articolo:

Un nuovo regime per nuovi imprenditori

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"Per favorire la costituzione di nuove imprese da parte digiovani ovvero di coloro che perdono il lavoro e, inoltre, per favorire la costituzione di nuove imprese...": comincia cosi l'articolo 27 del decreto della manovra dell'estate 2011. Obiettivo dichiarato non è piu quindi quello di venire incontro alle esigenze dei piccoli autonomi, quanto quello di incentivare le nuove iniziative.
Possono quindi accedere al nuovo regime dei minimi le persone fisiche che apriranno una nuova attività d'impresa, arte o professione a partire dal 1 gennaio 2012.

Il regime rimarrà aperto anche a chi ha già aperto un'attività, purchè la data di apertura non sia antecedente il 1 gennaio 2008 (data in cui entrò in vigore per la prima volta il regime dei minimi). Ecco un riepilogo:

Data di apertura attività Accesso al nuovo regime dei minimi?
Dal 1 gennaio 2012 in poi Si, per 5 anni oppure fino al raggiungimento del 35esimo anno di età
Dal 1 gennaio 2008 in poi Si, per 5 anni: chi ha aperto nel 2008 potrà usufruire del regime fino a fine 2012 o fino al 35esimo anno di età .
Prima del 1 gennaio 2008 No, in nessun caso.In questo articolo trovi tutto sulla nuova posizione degli "ex minimi"

 

Come potete notare dalla tabella sopra riportata, il regime è stato esteso (soltanto dopo la firma del Presidente Giorgio Napolitano, in fase di conversione in legge) al trentacinquesimo anno di età.
Questo significa che chi ha meno di 35 anni potrà usare il regime anche oltre i 5 anni consentiti, fino appunto a quando non avrà raggiunto il 35esimo anno di età.

Un regime per pochi

Le date sopra riportate, di fatto, tagliano fuori la stragrande maggioranza degli attuali beneficiari del regime dei minimi.
Ai requisiti temporali però si aggiungono altre regole:
a) il contribuente non deve aver esercitato, nei 3 anni precedenti l'inizio della nuova attività, attività artistica,professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare;
b) l'attività da esercitare non deve costituire, in nessun modo,mera prosecuzione di altra attivita' precedentemente svolta sottoforma di lavoro dipendente o autonomo;
c) nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento del beneficio del regime, il totale dei ricavi dichiarati non deve essere superiore a 30.000 euro:

Leggi qui se non rispetti i requisiti per aderire al regime dei contribuenti minimi

 

Una grande opportunità

Per i pochi che potranno accedere al regime, si tratta di una grande occasione: per 5 anni ci sarà da pagare un'unica aliquota, omnicomprensiva, del 5%. Sono ovviamente esclusi da questa aliquota i contributi previdenziali.
A questo si aggiungono i benefici del vecchio regime dei minimi: esclusione dagli studi di settore, esenzione dall'Iva, esenzione dall'Irap e tributi locali, esenzione dall'obbligo di registrazione e tenuta delle scritture contabili.

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